La difficoltà di ricordarsi cos’era

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Oggi ho iniziato un nuovo corso intensivo.

Totale due settimane, intervallate da una settimana. 15 ragazze che cominciano più o meno dal nulla (o quasi). 8 ore al giorno per tutta la durata del corso. Ottima organizzazione, ottima retribuzione.

Fin qui tutto bene, e allora? Allora la difficoltà sta nel ricordarsi quando non ne sapevo niente io e io ero lo studente.

Mi sono dimenticato su cosa mi sgrugnavo, quali erano gli argomenti che non riuscivo a digerire mentre il profe mi guardava con la faccia di: “Oh ma sei uno dei più svegli, se non le capisci tu ‘ste cose…”

E nonostante questo faccio fatica a ricordarmi a che situazioni specifiche collego questa sensazione di essere stato anch’io, mille anni fa, (non più di sei ma sembra un secolo) un novellino con tutto da imparare. Anche adesso mi sento una mezza calzetta rispetto a qualcuno, ma onestamente non posso più dire di essere un novellino che non ne sa niente. E soprattutto adesso ho un metodo per superare tutte le difficoltà che mi si presentano (in questo campo).

Mi sto sforzando di capire dove sono le difficoltà per qualcuno che non sono io, ho difficoltà a capire la difficoltà. Capisco che c’è e magari capisco anche dove, ma non capisco come possa esserci. Forse in realtà difficoltà “vere” non ce ne sono, è possibile che semplicemente la gente non si sprema quanto può e da qui nasce il tutto.

Ma visto che so di avere un sacco di difetti è più probabile che, almeno in parte, la difficoltà derivi da me.

Vedrò di migliorare le immagini mentali con cui spiego le cose.

Ma non pensate che, conscio di questa cosa, non chieda lo stesso a voi tutti che mi capiterete sotto di dare il massimo. Darete il massimo, e vi servirà a qualcosa.

Un po’ io, un po’ voi.

Cheers

- M -

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by MarcoD / marzo 15, 2010
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2 commenti

  1. davide scrive:

    cito: “…e la difficoltà prima, nel comprendere il percorso cognitivo di altri da noi, consiste nel riuscire a riconoscere quali siano i nostri automatismi: quegli insiemi, cioè, di step riuniti e assimilati come singolo passo. il neofita non ha ancora acquisito “passi multipli” e quindi non vede un collegamento e soprattutto un percorso tra il suo attuale punto di partenza (conoscenze, comprensione del linguaggio tecnico) e il punto di arrivo richiesto. essere formatore è prima di tutto un dimenticarsi di sapere, ricordando come si fa ad imparare”. che, scendendo dagli altari, secondo me significa: se ti chiedi COME PUO’ ESSERE CHE TU NON CAPISCA, in realtà ti stai chiedendo COS’E’ CHE ABBIAMO DATO PER SCONTATO LA VOLTA SCORSA. può servire?

  2. Marco scrive:

    Si che serve! un sacco!

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